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1. Per la riconquista nazionale
La
nazione italiana deve tornare ad essere un organismo avente fini, vita
e mezzi d’azione superiori, per potenza e durata, a quelli degli
individui, divisi o raggruppati, che lo compongono. Deve tornare ad
essere una unità morale, politica ed economica, che si realizza
integralmente nello Stato.
Lo
Stato che vogliamo è uno Stato etico, organico, espressione e
riferimento spirituale della comunità nazionale. Il suo primo compito è
quello di riaffermare e riconquistare la sovranità e l’autonomia
minacciate da poteri forti, di natura privata ed internazionalista. |
2. Per la sovranità popolare, contro i Poteri Forti.
Nella
fase attuale, detta di “Globalizzazione” si assiste ad una vertiginosa
presa di potere di strutture sovranazionali, internazionaliste, di
natura privata, che impongono una dittatura di classe sulla nazione,
svuotano di autorità le istituzioni e privano i cittadini di ogni forma
reale di partecipazione e decisione nella vita pubblica e politica.
Rivendichiamo il riscatto dell’idea romana di cittadinanza contro la
riduzione allo stato di sudditi. Sovranità popolare e nazionale! |
3. Per un controllo pubblico delle banche.
L’emissione
della moneta è stata scippata alla Comunità Nazionale a favore di
gruppi privati che espropriano il bene pubblico con privatizzazioni
pilotate, tengono sotto strozzo i cittadini, distruggono il risparmio,
moltiplicano il debito e devastano lo Stato Sociale.
Le banche – tutte private! – sono diventate inoltre un organo di controllo e di riscossione delle tasse.
Contro il vampirismo finanziario, proponiamo:
Sovranità nazionale sull’emissione delle banconote.
Proprietà Statale di BANKITALIA.
Controllo politico sulla Banca Centrale Europea da parte della Comunità Europea.
Istituzione di una Banca Nazionale Etica.
Messa fuorilegge dell’usura intesa come crimine contro l’umanità. |
4. Mettiamo il guinzaglio alle Multinazionali e rilanciamo la produzione italiana ed una Europa AUTARCHICA.
Le
crisi economiche sono in massima parte dovute alle politiche anarchiche
delle Multinazionali e al falso mito del Libero Mercato. La dittatura
del WTO (organizzazione internazionale che impedisce lo sviluppo di
politiche economiche a favore della propria nazione) ci obbliga a
subire la disoccupazione, la precarietà, la proletarizzazione e
l’immigrazione forzata e incontrollata. Noi crediamo al contrario in
una Europa forte, Autarchica, che abbia un proprio mercato interno
regolato dalla politica, che non esponga i lavoratori europei alla
concorrenza di paesi le cui popolazioni non hanno le stesse tutele,
orari di lavoro e salari dei lavoratori europei.
Contro il Frankenstein delle Multinazionali proponiamo:
Politica autarchica integrata nell’area europea.
Protezione
dei mercati nazionali dalla concorrenza di chi sfrutta la forza-lavoro
(vedi Cina e articoli delle Multinazionali prodotti nel Terzo e Quarto
Mondo) ovvero impedire il commercio con quelle nazioni in cui i
lavoratori non hanno le stesse tutele e garanzie dei lavoratori europei.
Istituzione di un’autorità di regolamentazione delle pressioni del Libero Mercato.
Rilancio della produzione nazionale, impedita d’autorità dalle dittature del WTO.
Bloccare
le delocalizzazioni: a chi chiude in Italia per spostare la produzione
all’estero deve essere impedito di rivendere i suoi prodotti in Italia.
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5. Contro la società multirazzista, fermiamo l’immigrazione obbligata e la guerra tra poveri.
La
“globalizzazione”, ovvero la dittatura delle Multinazionali, non crea
disastri solo da un punto di vista economico e sociale, ma anche umano.
Prima della presa di potere delle Multinazionali, per esempio, l’Africa
sopperiva ai suoi fabbisogni alimentari autonomamente per il 98%: oggi
è alla fame. Si riversano, di conseguenza, in Europa e in Italia
milioni di diseredati, affamati e disperati.
La
politica nei confronti di queste ondate è assurda. Organismi privati,
intrisi di pregiudizi ideologici o religiosi (comunisti, progressisti,
Caritas ecc) alimentano una guerra tra poveri offrendo favoritismi agli
immigrati rispetto agli italiani poveri e realizzando, per
compensazione, un’ulteriore ingiustizia che si manifesta in sovvenzioni
pubbliche, assistenza medica, concorrenza sleale sul lavoro e sulla
casa.
In un sistema
economico globalizzato le imprese nazionali devono competere con
aziende che usano veri e propri schiavi sottopagati per produrre merci
scadenti a costi bassissimi. Di conseguenza le imprese nazionali
richiedono lavoratori a basso costo (immigrati) per reggere l’urto di
questa sleale concorrenza. Gli immigrati vengono volentieri ad
accettare paghe da fame che gli Italiani non possono più accettare.
Cessare di esporre le nostre aziende a quella concorrenza renderà
automaticamente inutile l’apporto di immigrati e tutelerà i nostri
lavoratori, oggi scavalcati dai cosiddetti “lavoratori competitivi” per
eccellenza: gli immigrati.
Contro i gironi infernali della società multirazzista proponiamo:
La rimozione della cause dell’immigrazione mediante:
A) Cooperazione con le aree economiche extraeuropee atta al loro sviluppo e al riscatto dalla dipendenza dalle Multinazionali.
B) Blocco dei flussi immigratori.
C) Istituzione di un organismo che controlli che non persistano
favoritismi nelle zone sociali attualmente investite dall’ondata d’
immigrazione.
Lotta senza quartiere ai negrieri e ai loro complici.
Blocco
dei fondi destinati alle associazioni parassitarie che dietro alle
“politiche d’accoglienza” mascherano i propri interessi economici,
religiosi o ideologici.
Abolizione di CPT contestualmente al rimpatrio dei clandestini.
Ritiro
delle licenze e delle autorizzazioni per coloro che sfruttano gli
immigrati assunti senza permesso di soggiorno, aumentando così
indirettamente la miseria, la disoccupazione e la precarietà fra gli
Italiani. |
6. Garantiamo il lavoro: un dovere sociale.
Il
Lavoro, sotto tutte le sue forme organizzative, esecutive,
intellettuali, tecniche e manuali, è un dovere sociale ed a questo
titolo deve essere tutelato dallo Stato. Il complesso della produzione
deve diventare unitario, dal punto di vista nazionale, così come i suoi
obiettivi che si riassumono nel benessere dei singoli e nello sviluppo
della potenza nazionale.
La
continua rincorsa alla competitività e alla flessibilità del lavoratore
può essere bloccata, chiudendo il mercato alle merci extraeuropee
prodotte con manodopera ridotta in schiavitù.
Contro la disoccupazione, il precariato e lo sfruttamento, proponiamo:
Abolizione
delle leggi che favoriscono il precariato e la cosiddetta flessibilità.
(leggi potere assoluto del capitale sul lavoro).
Politiche di protezione dei lavoratori italiani evitando che siano
esposti alla concorrenza di lavoratori- schiavi in paesi stranieri che
non hanno stesse tutele (giornata di 8 ore, pensione, maternità etc…) o
alla concorrenza di lavoratori immigrati costretti ad accettare sempre
o il lavoro nero, o il minimo sindacale.
Sostituzione
del Senato della Repubblica con una Camera del Lavoro che garantisca la
rappresentatività armonica di tutte le categorie produttive e
lavorative.
Rivalutazione del Lavoro rispetto al Capitale.
Partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese
Rifondazione culturale dell’Umanesimo del Lavoro.
Rivalutazione
culturale del lavoro manuale, che va retribuito in misura maggiore,
garantendo tutte le sicurezze sul posto di lavoro, un minor numero di
anni per raggiungere la pensione e un minor numero di ore lavorative
settimanali.
Progressiva riduzione dell’orario di lavoro a 30 ore settimanali, favorendo l’impiego di tutti i lavoratori italiani. |
7. Contro lo scippo del futuro, riqualifichiamo la sanità e assicuriamo le pensioni. L'otto per mille alla salute!
Le
privatizzazioni stanno minacciando anche il riposo dei giusti. Le
pensioni sono finite nel tritacarne degli interessi privati. L’Italia,
patria dello Stato Sociale e della previdenza pubblica, si sta
omologando allo schiavismo anglosassone.
E’
vero, il meccanismo pensionistico si è inceppato e con i contributi
attualmente versati dai lavoratori sarà impossibile pagare delle
pensioni decenti a chi andrà in pensione negli anni a venire. Oltre ad
invertire questa tendenza con delle mirate politiche demografiche si
può ipotizzare di rendere accettabile la vita di un pensionato futuro
intervenendo non sull’aumento della pensione, ma sulla diminuzione
delle spese che tutti i mesi rendono insufficiente anche una pensione
di 800 euro.
Garantire
una casa di proprietà a tutti con il Mutuo Sociale, una bolletta
energetica ridotta grazie all’energia nucleare nazionale, una
Assicurazione Auto Pubblica, una calmierazione dei beni alimentari
tramite il controllo dello Stato sulla grande distribuzione, una sanità
pubblica efficiente legata ad una industria farmaceutica libera dalle
speculazione delle Multinazionali, dovrebbero garantire una qualità
della vita superiore a quella attuale anche con una pensione ipotetica
di 500 euro mensili.
Contro lo scippo del futuro e per evitare di trasformarci in un popolo di barboni, proponiamo:
Difesa incondizionata della previdenza pubblica (Inps).
Fissazione degli introiti delle pensioni automaticamente rivalutabili al passo del costo della vita.
Ripristino della facoltà di prepensionamento a cinquantacinque anni di età.
Difesa incondizionata dell’assistenza medica gratuita.
Abolizione dei ticket.
Ripristino
delle USL pubbliche (oggi ASL, ovvero Aziende!) come presidio
territoriale contro le crescente privatizzazione dei servizi.
Sopratutto per i disabili psichici, garantendo a tutte le famiglie che
ne necessitano le giuste terapie d’avanguardia in maniera assolutamente
gratuita.
Riqualificazione
e ammodernamento degli ospedali pubblici tramite la riconversione degli
ingenti fondi pubblici oggi utilizzati per finanziare associazioni
inutili e parassitarie.
Destinazione obbligatoria dell’otto per mille alla sanità pubblica.
Per un un Fisco equo e di sviluppo:
1.Mantenimento della progressività dell’IRPEF.
2. Introduzione del cosiddetto “coefficiente familiare”: il coefficiente è fondamentale per favorire le donne che preferiscono restare a casa per prendersi cura della famiglia.
Facciamo un esempio di due famiglie costituite entrambe da padre, madre e due figli (di 5 e 10 anni):

Si crea così una gravissima disparità nel trattamento fiscale di due famiglie per il solo fatto che una delle due è monoreddito pur avendo entrambe lo stesso reddito totale.
Con il coefficiente familiare il reddito verrebbe tassato nella stessa maniera (più favorevole) sia là dove fossero entrambi i coniugi a lavorare sia là dove è solo il marito. Si tratterebbe di ripartire tra entrambi i coniugi lo stipendio di uno solo.
3. Detassazione completa dei redditi delle persone fisiche al di sotto dei 15.000 euro per assicurare un minimo vitale pari a 1.250 euro al mese netti a persona.
4. Riforma dell’ICI, con detassazione completa della prima casa e con previsione di una super-aliquota per i grandi proprietari (di almeno 4 abitazioni nello stesso comune) che non locano gli immobili posseduti.
5. Abolizione dell’IRAP perché colpisce le aziende che hanno proprio nel lavoro la loro maggior voce di costo. Colpire tali aziende significa penalizzare nuove assunzioni ed investimenti nella professionalità dei dipendenti.
6. Lotta all’evasione ed all’elusione fiscale, soprattutto delle grandi imprese e delle multinazionali. Rafforzamento dell’amministrazione finanziaria con previsione di poteri più incisivi in materia di controllo delle grandi imprese.
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8. Garantiamo il diritto alla maternità e alla vita.
La
pianificazione delle Multinazionali e dei funzionari comunisti prevede,
tra l’altro, la morte demografica dell’Italia e dell’Europa. Il
caro-vita, la svalutazione dei salari, l’impossibilità di reperire un
alloggio ci hanno avviato alla nascita zero.
Contro la scomparsa dell’Italia proponiamo:
Creare
un ente Maternità e Infanzia strutturato in maniera capillare e locale
che si occupi della salvaguardia della madre e dei nascituri, che
assista in ogni sua fase la gravidanza, garantendo il giusto numero di
ecografie, una assistenza ginecologica gratuita e di alta qualità.
Propaganda pubblica della cultura dell’allattamento al seno e
distribuzione di latte in polvere prodotto dall’industria farmaceutica di Stato.
Difesa a oltranza dell’assistenza pediatrica gratuita per tutti.
Pubblico
salario materno fino all’età scolastica. Stabilendo il principio che
finché lo Stato non si occupa del bambino (asili nido, scuola materna
etc) la madre deve poter rimanere in casa con il piccolo percependo un
salario pubblico senza perdere il lavoro precedente alla gravidanza.
Costruzione di asili nido pubblici presenti capillarmente sul territorio con preferenza nazionale d’accesso.
Incentivo economico per le famiglie numerose.
Sostegno per le madri nubili.
Accesso immediato alla casa di proprietà mediante l’Istituto del Mutuo Sociale per chi aspetta un bambino.
Contro il sessismo ed il femminismo, proponiamo: la partecipazione
attiva delle donne al mercato del lavoro, una maggiore capacità di
rappresentanza politica, la difesa del benessere e dell’integrità
fisica, l’acquisizione di una cittadinanza attiva. |
9.
Tagliamo le mani dei privati protese sui beni nazionali ed essenziali
(trasporti, telecomunicazioni, acqua, risorse naturali, energia e
salute).
Le
privatizzazioni, o meglio gli espropri finanziari da parte di alcuni
gruppi di privati, dopo aver fagocitato i trasporti, le
telecomunicazioni ecc, stanno cannibalizzando anche i beni vitali, come
le acque, le energie e le risorse naturali. Queste risorse sono di
proprietà del popolo, e lo Stato le deve amministrare per garantire la
massima efficienza, orientando poi i profitti che ne conseguono verso
la costruzione e il mantenimento dello stato sociale, lo sviluppo
l’istruzione e la ricerca pubblica.
Contro il controllo totale delle nostre stesse funzioni vitali, proponiamo:
Nazionalizzazione dei settori delle energie, delle telecomunicazioni e dei trasporti.
Nazionalizzazione di tutte le risorse naturali (acqua, gas ecc) e della loro distribuzione.
Per
impedire le cause di morte dovute agli interessi delle lobby
farmaceutiche che dettano legge sul mercato dei farmaci, proponiamo:
Forte controllo del ministero della sanità sulle politiche delle case farmaceutiche.
Accentramento
della Ricerca in veste pubblica al fine di impedire che gli interessi
delle case farmaceutiche e degli investitori osteggino le cure alle
malattie principali, come oggi, invece, avviene spesso.
Politica di estremo rigore contro le speculazioni sulla salute e sulla ricerca.
Confronto terapeutico e libertà cosciente e documentata di cura.
Nell’ottica opposta agli espropri finanziari (detti privatizzazioni) proponiamo inoltre:
Assicurazione
RC Auto statale e popolare che sottragga ingenti somme di denaro a
compagnie assicurative private. Queste somme devono essere assegnate
per il sostegno dello Stato Sociale, lo sviluppo l’istruzione e la
ricerca pubblica. |
10. Riprendiamoci la sovranità energetica.
Senza sovranità energetica non esiste sovranità nazionale.
Occorre immediatamente varare un programma energetico nazionale che
porti l’Italia ad una autosufficienza energetica, risparmiando milioni
di euro che oggi spendiamo per comprare all’estero combustibili fossili
altamente inquinanti e peraltro in rapido esaurimento. Perchè tutto
dipende dall'energia: casa, salute, progresso, benessere, istruzione,
pensione, lavoro, figli. Senza energia, con poca energia, con cattiva
energia, noi sprofonderemo di nuovo nella condizione miserevole da cui
gli altri popoli poveri e sfortunati cercano disperatamente di emergere.
Contro la sottomissione nazionale, proponiamo:
Nazionalizzazione dell’energia elettrica dalla produzione alla distribuzione.
Ritorno all’energia termonucleare.
Concreti e decisi finanziamenti delle fonti pulite e rinnovabili: biomasse, solare, eolico, fusione nucleare.
Concreti e decisi finanziamenti pubblici alla ricerca su: idrogeno, celle a combustibile, celle fotovoltaiche non silicee.
Studi di fattibilità per l’introduzione dei biocombustibili. |
11. Diritto alla proprietà della casa con il Mutuo Sociale. (www.mutuosociale.org)
La famiglia naturale ha un tetto sopra la testa. E sotto questo tetto genera figli.
Contro la proletarizzazione forzata, contro l’usura del mutuo bancario
e lo strozzinaggio dell’affitto obbligato, contro la speculazione
edilizia e il potere arbitrario di pochi costruttori, tutti i nuclei
familiari devono divenire proprietari della casa in cui vivono.
Contro un futuro in mezzo a una strada proponiamo:
MUTUO SOCIALE, ovvero: costruzione diretta da parte dello Stato su terreni pubblici,
di case e quartieri da vendere a prezzo di costo alle famiglie non
proprietarie a rate mensili non superiori al quinto del reddito, senza
passare per il cappio delle banche.
Edilizia
pubblica stile Ventennio che cancelli dalle nostre città gli obbrobri
pseudo/architettonici di stile sovietico realizzati da costruttori
democristiani e architetti comunisti al solo scopo di mortificare
l’essere umano, creando disagio e ghetto.
Cartolarizzazione
sociale. Ovvero le case degli enti pubblici possono essere vendute
esclusivamente agli inquilini che le abitano, a prezzo di costo e
riconoscendo tutti gli affitti versati negli anni come credito
d’acquisto. |
12. Rilanciamo l’istruzione, la cultura e la ricerca: gratuite, universali e rigorosamente selettive.
La
politica dell’oligarchia punta a creare incoscienza, assenza di memoria
ed incultura livellando verso il basso la massa atomizzata d’individui
che subiscono una mole di dati informativi e nessuna azione formativa.
La complicità degli intellettuali neocons e degli arroganti quanto
ignoranti guru cattocomunisti è palese e la loro responsabilità nel
disastro educativo è totale.
Contro la riduzione dei cervelli all’ammasso proponiamo:
Ripristino
attualizzato di quella concezione umanistica gentiliana che garantisce
la salvaguardia e lo sviluppo delle nostre radici elleno-romane.
Riqualificazione dei programmi, dei titoli di studio, delle selezioni e dei gradi di studio.
Osmosi tra cultura intellettuale e manuale (avviamento al mestiere, al lavoro ecc).
Contro la massificazione e il ritorno della cultura di classe (che vanno di pari passo), proponiamo:
Scuola pubblica e nazionale, totalmente gratuita.
Educazione comunitaria e nazionale all’interno della scuola.
Università gratuita fino al conseguimento della laurea.
Selezione rigorosa per il raggiungimento della laurea.
Riconoscimento degli anni di scolarità o di accademia nel curriculum
personale per tutti coloro che non giungono fino alla laurea.
Salario sociale a tutti gli universitari non fuori corso.
Istituzione di un Fondo Nazionale dedicato alla Ricerca.
Sviluppo
della Ricerca Pubblica, contro le Fondazioni private, per impedire la
fuga dei cervelli, per competere con la concorrenza dell’India, degli
USA ecc e per avviare alla carriera professionale. |
13. Riprendiamoci la terra, garantiamo i prodotti biologici nazionali.
L’indipendenza
passa anche per la cultura gastronomica e per la produzione locale e
biologica. Queste risorse sono considerate un ostacolo da quelli che
intendono uniformarci e colonizzarci fino ad obbligarci all’acquisto
dei sementi degli OGM e degli anticrittogamici che inginocchiano
l’economia nazionale obbligandolo alla dipendenza. Esattamente come è
avvenuto in Africa. L’assenza di una politica nazionale di valutazione
dei prodotti agricoli e d’allevamento penalizza alcune fasce sociali e
facilita la penetrazione dei concorrenti stranieri.
Contro la svalutazione del nostro patrimonio naturale e per non avere un popolo che morirà di fame, proponiamo:
L’avvio di una politica statale di distribuzione sui mercati nazionali dei prodotti rurali (caseario, vinicolo ecc).
Il sostegno della pesca, dell’allevamento e dell’artigianato.
La garanzia delle condizioni biologiche di produzione.
L’istituzione di cooperative che raggruppino tra loro corporazioni affini (pastorizia, agricoltura ecc).
La
realizzazione di capillari punti vendita gestiti dalle corporazioni o
dai singoli commercianti, che abbiano la disponibilità esclusiva di
prodotti genuini che non saranno disponibili nei supermercati della
grande distribuzione privata.
L’apposizione
dei timbri sui prodotti nazionali con certificazione dell’origine reale
(oggi abbiamo prodotti con timbro nazionale che sono prodotti in Cina).
L’apposizione
obbligatoria della descrizione dettagliata di tutta la catena
alimentare (ad esempio, sulla pasta non compare la scritta
“conservanti” che sono presenti in origine sulla farina…).
L’apposizione
di una etichetta che dichiari il prezzo all’origine dei principali
prodotti ortofrutticoli e alimentari. Ovvero indicare quanto è stato
pagato in origine al produttore agricolo il prodotto, potendolo poi
confrontare con il prezzo finale esposto dal supermercato.
Iniziative
scientifico-culturali per promuovere un consumo moderato dei prodotti
di origine animale, soprattutto la carne, che porti alla fine degli
allevamenti intensivi che causano enormi sofferenze agli animali, una
perdita totale di qualità e l’insorgere di pericolosissime nuove
malattie.
Il carcere a vita a chi per profitto causa avvelenamenti di massa alterando un qualunque prodotto naturale. |
14. Il cinema è l’arma più forte, per un uomo sano e colto, per una nazione libera.
La
cultura, non solo quella scolastica, ma quella di tutti i giorni
(sport, media ecc) ha subito un’offensiva massiccia da parte del
modello comunista e americano.
Mens sana in corpore sano non è solo un motto ma un comandamento!
Contro la distruzione della nostra anima e contro l’invasione della tronfia obesità alla Mc Donald’s e alla MTV, proponiamo:
L’elevazione
negli istituti scolastici a materia di prima importanza dell’educazione
fisica (detta anche psicomotricità), con l’aumento consistenze delle
ore dedicate alla materia e la pratica delle discipline olimpiche.
La costituzione di impianti sportivi, aperti e chiusi, in tutte le scuole e in tutti i quartieri.
Sostegno statale a favore degli atleti meritevoli.
Sottrazione dello sport dalle “finalità finanziarie”(quotazione in borsa ecc).
Azione sistematica per controbattere i monopoli mediatici sullo sport.
Regolamentazione dell’invasione di campo della pubblicità sui programmi televisivi.
La
supervisione preventiva da parte del C.O.N.I. dei programmi trasmessi
al fine di evitare che siano veicoli di messaggi disgreganti,
diseducativi, antinazionali o faziosi.
Rilancio
della cinematografia italiana in sinergia con le principali
cinematografie europee fino a proporre concorrenza culturale alla
mitologia hollywoodiana.
Promozione, nell’ottica fin quì espressa, di un Ente Europeo di Coproduzione Cinematografica. |
15. L’arte e la natura siamo noi.
L’ambiente
siamo noi e viceversa. Il vero problema non è “non inquinare” bensì
respirare insieme al cosmo. Il fondamentalismo verde, come ogni altro
fondamentalismo, ha imposto una serie di luoghi comuni, non sempre
veri, anzi spesso infondati, neutralizzando in partenza ogni politica
ecologica alternativa e realista.
Contro lo sradicamento dell’uomo dal suo territorio e dal suo cielo, proponiamo:
Sviluppo di tutte le culture biologiche.
In chiave internazionale sostegno della tendenza espressa dal trattato di Kyoto.
Riqualificazione delle coste marittime e dei corsi fluviali (con contestuale divieto di privatizzazione del demanio).
Sviluppo del trasporto merci navale e via treno.
Sviluppo di un sistema di comunicazioni e di trasporti che riqualifichi la vita nei paesi, nei villaggi e nelle cittadine.
Istituzione
dell’informatizzazione totale per sopperire agli ostacoli burocratici
che implicano una mole costante di spostamenti via motore del tutto
evitabili.
Completamento
ad opera dello Stato di tutte le grandi opere che (contrariamente ai
dogmi verdi) snellendo i trasporti riducono l’inquinamento (Tav ecc).
Potenziamento dei parchi e delle riserve naturali avviando l’educazione alla “partecipazione” al parco.
Ripopolamento delle faune a rischio.
Potenziamento del corpo forestale, del corpo alpino.
Sostegno incondizionato dell’alpinismo, del subacqueo, del paracadutismo e di ogni attività legata direttamente alla natura.
Rivalutazione,
riqualifica e divulgazione del patrimonio artistico che renda partecipe
ognuno nella sua quotidianità. In controtendenza rispetto alla
cultura-museo.
La condanna e la messa fuorilegge di qualsiasi tipo di pelliccia naturale. |
16. Assicurare la Giustizia sulla base del Diritto Romano.
La
sudditanza generale va di pari passo con la cancellazione del Diritto
Romano. Per passare dalla decadenza alla civiltà si deve recuperare la
dignità giuridica romana.
Contro la sudditanza e per la giustizia, proponiamo:
Separazione delle carriere nell’ambito della Magistratura (giudice ed accusa devono essere espressioni rigorosamente separate).
La separazione reale dell’attività investigativa da quella giudicante.
L’indennizzo delle ingiuste detenzioni.
Applicazione totale del decreto legge Castelli in ambito di Magistratura.
Nuovi concorsi pubblici per la Magistratura.
Per
i processi di evidente taglio politico o sociale istituzione di un
Tribunato del Popolo che partecipi ad ogni grado del procedimento.
Accorciamento dei tempi processuali e annessi (prescrizione ecc).
Garanzia
di tempi brevissimi per i processi civili con indennizzo delle parti
lese (che spesso vanno sul lastrico) a carico del Magistrato negligente
nel caso di prolungamenti ingiustificati del procedimento.
Stretta regolamentazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali
Rigetto di ogni pratica che presenti vizi di forma.
Depenalizzazione di tutti i reati ideologici, associativi e d’opinione.
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17. Assicuriamo i mezzi di difesa alla nostra sovranità nazionale.
L’Italia
è nell’Alleanza Atlantica; vi si trova per gli esiti dell’ultima Guerra
Mondiale e per la lunga Guerra Fredda. Essendo da tempo terminata
quest’ultima per la Caduta del Muro di Berlino e per l’implosione della
versione sovietica del comunismo, la partecipazione alla N.A.T.O. ha
più un valore di routine che altro. La crescita o la trasformazione di
altri soggetti internazionali (Cina, India, Russia, polo
franco-tedesco) pongono nuove opzioni per chi voglia essere
protagonista del futuro. Chi non se ne preoccupa è destinato a
scomparire.
Contro la sottomissione nazionale, proponiamo:
Creazione
di un comando strategico europeo per lo sviluppo di una difesa militare
autonoma dell’ Europa in sostituzione della N.A.T.O.
Sviluppo e potenziamento dell’aerospaziale italiano ed europeo.
Allargamento delle cooperazioni ad est.
Ripristino della geopolitica degli “anni Trenta” verso il Mediterraneo e l’Oceano Indiano.
Collaborazione attiva (culturale ed economica) con l’America Latina.
Potenziamento del nucleo di difesa nazionale.
Ripristino
della leva obbligatoria per tutti, uomini e donne al compimento del 18
anno di età. Il servizio può essere svolto nelle forze armate o nella
protezione civile. Per il servizio nelle forze armate, deve essere
creato un settore femminile senza limitazioni d’impiego operativo, ma
gestito esclusivamente da donne. Non devono essere previsti riinvi
scolastici oltre il diploma. Il servizio militare deve essere un
servizio operativo armato sul modello svizzero con richiami
quinquennali di addestramento fino al compimento del 45° anno di età.
L’italia non deve avere limitazioni su nessun sistema d’arma: dalle portaerei alle armi nucleari. |
18. Riscriviamo la Costituzione
La
Costituzione della Repubblica Italiana va riscritta. Essa è opera di
uomini che la compilavano all’indomani della guerra civile ed
adempivano a quel compito nella scia dei carri armati stranieri. Per
un’Italia sovrana, libera e degna, orientata ad essere protagonista
delle sfide del Terzo Millennio, riscrivere la Costituzione, sulla base
di questo programma, si rivela un compito indispensabile. |
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